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Il
blog come strumento di comunicazione politica
di Maria Siano
In principio c’era l'home page, per farsi conoscere e
per appartenere al mondo del web. Da pochi anni a questa parte
si è sviluppato un nuovo sistema per essere in internet,
il blog, o come qualcun altro dice il weblog.
Alberto Papuzzi lo definisce “sito per lo più amatoriale,
che funziona come un diario di bordo e consiste in una serie
d’articoli e di link, osservazioni estemporanee e resoconti
in tempo reale”. Nato prevalentemente come prodotto giornalistico,
in Usa madre di internet, sta iniziando a serpeggiare anche
nel mondo politico americano.
In un’incontro dibattito tenuto da prof. Amoretti Francesco
e il giornalista Parrella Bernardo e gli studenti di scienze
della comunicazione di Salerno, si è discusso sull’utilizzo
delle nuove tecnologie, per le presidenziali in America. Uno
stravolgimento come dice Parrella, che per ora sembra affermarsi
come una tendenza, l’uso dei weblog, ma che potrebbe diventare
un nuovo sistema di comunicazione politica.
Mentre Bush, repubblicano , gioca prevalentemente la partita
sui tradizionali mezzi di comunicazione, costituiti sul sistema
di broadcasting ; i democratici prendono atto dei nuovi sistemi
di narrowcasting , partono da internet per arrivare all’ultima
tendenza del momento del web: il blog.
Il sistema è molto flessibile, si presenta il diario
on-line del candidato con una serie di articoli, informazioni
e tante novità in tempo reale, continuamente aggiornate,
cercando di creare un filo diretto col candidato, anche via
e-mail, dove chiunque può intervenire; la partecipazione
del singolo diviene fondamentale, ogni internauta si sente al
centro del processo comunicativo.
Ai lati un serie di link che si rimandano a vicenda, una sorta
di labirinto, dove capita spesso di ritrovarsi al punto di partenza.
Comunicare con il blog, vuol dire per i democratici richiamare
la fascia dei giovani , potenziali elettori, per stimolarli
e renderli più attivi alla vita politica, visto l’alto
tasso astensionismo registrato in questa fascia.
Il recupero d’una fetta del mercato politico che si gioca
nel mare d’internet, e su uno stravolgimento del sistema
comunicativo politico americano, non più uno versus altri,
ma bensì uno verso uno o se vogliamo molti verso molti.
Per ora il fenomeno del blog sembra funzionare, ma come ci dice
Parrella c’è bisogno di tempo per decretarne il
sicuro successo.
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